Il coaching è un'attività durante la quale il Coach rivolge domande al Coach o cliente, per indagare il suo vissuto, capire il processo attraverso il quale il coach ha definito le sue convinzioni, come approccia una difficoltà, una relazione, una prova sfidante, come si pone obiettivi e cosa fa per raggiungerli e tutto ciò che occorre per spostare il coach dalla situazione dalla quale si vuole allontanare e dirigerlo verso quella desiderata. Importante sapere che non è una terapia. Un bravo Coach può lavorare con un coach anche senza sapere il "contenuto" dell'eventuale disagio che si vuole superare.

Assolutamente si! Spesso si crede di desiderare raggiungere obiettivi a cui in realtà non si tiene più di tanto o per niente, semplicemente perchè quegli obiettivi in realtà appartengono ad altri e li si è semplicemente accettati. Per questo è necessario capire il motivo per il quale si vuole raggiungere un obiettivo specifico e verificata la reale intenzione, definire la giusta e personalissima strategia che può portare al suo raggiungimento.

Certo! Ogni essere umano ha delle convinzioni, un senso di certezza rispetto a qualcosa. E tutte le abitudini sono limitanti, alcune talmente limitanti da costituire un blocco verso qualsiasi alternativa comportamentale che non consentirà di valutare il cambiamento che sarà necessario per ottenere risultati diversi, i risultati desiderati.

Assolutamente si. Le relazioni, a qualsiasi livello, sono uno degli aspetti su cui la ri- programmazione delle proprie modalità quando queste, non ci mettono in condizione di essere in sintonia con le persone vicine. Le persone reagiscono in base ai comportamenti che assumiamo nei loro confronti e capire quale potrebbe essere il più adeguato per quella persona, in quel momento specifico, è un grandissimo vantaggio competitivo per raggiungere il livello relazionale desiderato.

Certo! Quello che non tutti sanno è che molti stati d'ansia prima di specifici eventi, sono soltanto la conseguenza di proiezioni che si realizzano nella nostra testa e spesso in conseguenza a precedenti esperienze di vita negative. Il Coaching offre moltissime e diverse soluzioni per evitare di generare pensieri negativi che spesso sono profezie autoavveranti e trova il modo per insegnare come invece, generare pensieri positivi che creano il migliore degli stati per affrontare prove senza alcuna ansia.

Uno dei presupposti della Programmazione Neuro Linguistica è che ogni essere umano ha già dentro di se tutte le risorse necessarie per raggiungere gli stati desiderati. Molto spesso, la mancanza di entusiasmo o la frustrazione, sopraggiungono a seguito di esperienze in cui non si sono raggiunti risultati (qualsiasi risultato) e nel ripetersi di esiti negativi, ci si convince di non essere capaci o limitati. E quando si sarà fatto passare troppo tempo senza alcun tipo di reazione, si perderà anche l'ottimismo e non ci si concederà di provare nuove esperienze di vita.

Quello del business è uno degli ambiti in cui è più "semplice" l'attività di un bravo Coach. Succede che ci si lasci travolgere dalla necessità di raggiungere obiettivi, dal vortice quotidiano delle urgenze, dalla mancanza di riscontri delle attività che si stanno svolgendo e non è sempre facile mantenere gli stati emotivi più utili al raggiungimento dei propri scopi. Se poi gli interlocutori sono diversi e a diversi livelli, la mancanza di certezze che potrebbe derivare dall'incapacità dei propri collaboratori a manifestare i propri limiti e quindi la necessità di essere aiutati, può rappresentare una vera minaccia per il Manager. E' fondamentale per qualsiasi tipo di management, la confidenza con gli strumenti più adatti per riconoscere i tratti caratteriali dei propri collaboratori, le loro leve motivazionali, quando il basso livello delle loro performance inizia a diventare un problema per l'azienda o per il team di cui quei collaboratori fanno parte.

Assolutamente si perché anche all'interno di un gruppo che sia di poche o molte risorse, serve una guida capace di offrire il massimo supporto ma anche capace di richiedere la massima pretesa. Chi è in una posizione che prevede la gestione di risorse, deve aver ben chiare le variabili che possono determinare un esito piuttosto che un altro e deve possedere le qualità necessarie per orientare le energie dei propri collaboratori, solo dove serve, sapendo quali leve utilizzare per ottenere da ognuno di loro il massimo di cui possono essere capaci.

Questo è lo "scopo" di un percorso di Coaching: mettere il coach nella condizione ideale per non aver dubbi su cosa voler fare e come farlo. Uno degli errori più frequenti è quello di esercitare poca pratica rispetto alle attività che sono necessarie per raggiungere un obiettivo qualsiasi. C'è molta differenza tra saper fare una cosa (o credere di saperla fare) e saperla fare abilmente. Nel fare una cosa in maniera abile c'è il grande valore aggiunto rappresentato dal risparmio di tempo utile da dedicare a altro ad esempio o nel caso in cui il risultato non coincida con le aspettative, il tempo utile per cercare cosa ha generato quel tipo di risdultato.

Si, nella maniera più assoluta! Spesso uno sportivo alle prese con un avversario o con un tentativo per una prestazione, deve combattere prima di tutto contro un avversario interno. Le sue paure. Siamo neurologicamente programmati per dirigerci verso quello che ci rappresentiamo internamente e uno sportivo che affrontando una sfida, deve sapere anche cosa fare a livello mentale. Per poterlo fare in maniera efficace e che abbia lo scopo utile al risultato desiderato, c'è bisogno di un lavoro che è a tutti gli effetti un allenamento tanto quanto quello tecnico.

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